davide sassudelli

dolomitisuperfly 2022

dolomitisuperfly 2022.

di Davide Sassudelli

la Dolomitisuperfly è una gara di hike and fly. Un’avventura tra le montagne dove bisogna contare sulle proprie abilità di volo, resistenza fisica e conoscenza del territorio. 

cosè una gara di hike and fly?

Le gare di hike and fly sono gare di parapendio e camminata in montagna. Sono gare di velocità in un percorso stabilito con boe di passaggio dette tourpoint (che possono essere dei tabelloni da firmare o dei cilindri da convalidare con il passaggio). Il primo che chiude il percorso vince. Per chiudere il percorso ci si può spostare a piedi o in volo e i concorrenti devono decidere in base alle condizioni meteo e alla morfologia del terreno se conviene spostarsi in parapendio o a piedi. Volando in parapendio la media oraria si aggira attorno ai 20-30 km/h e si può volare in linea retta verso il tour-point successivo o l’arrivo, invece a piedi bisogna seguire le valli o i sentieri in montagna che non sempre seguono la rotta ottimizzata verso il goal. Se ti sposti a piedi per regolamento devi sempre portare sulle spalle l’attrezzatura di volo ( vela, imbrago, emergenza, caschetto) e correndo riesci ad arrivare ad una velocità media di 6-9 km/h. Quando è possibile è sempre conveniente planare e sfruttare le correnti termiche per fare quota e poi planare un’altra vota alla ricerca di un’altra termica e avanti cosi fino a quando si riesce a trovare termiche ( in Parapendio si può volare senza mai atterrare anche per più di 10 ore ). Trovo molto stimolanti questo tipo di gare perché non ci sono rotte prestabilite e tra un tournpoint e l’atro ( che possono essere distanti che centinaia di chilometri), si possono scegliere infinite rotte diverse sia a piedi che in volo. Quindi chi sceglie la rotta migliore e riesce a volare per più tempo e più velocemente arriva prima ai singoli tourpoint e all’arrivo. In base alla lunghezza del percorso le gare possono durare uno o più giorni.  Quando le gare di hike and fly durano più di un giorno ci si può spostare in un orario prestabilito ( esempio dalle 6 di mattina alle 8 di sera per poi il giorno dopo ripartire dal punto in cui si è arrivati la sera prima ). Gli atleti nelle gare di più giorni devono avere una squadra di supporter che li segue per supporto logistico durante il giorno e per organizzare il pernotto.

 

la gara

Circa 40 atleti selezionati provenienti da tutto il mondo dal 21 al 26 agosto 2022 hanno preso parte a questo evento. I tourpoint erano 4: Partenza da Levico Terme primo tourpoint Malga Rialto (piccole dolomiti), secondo tourpoint a Sesto pusteria, terzo in Val Ridanna, quarto Ortisei e arrivo a Levico. Per un totale di 400km in linea retta. 

Se volete saperne di più sulla gara qui sotto il link della pagina ufficiale:

Home 2022

 

Day 1 - si comincia

 

Sono le 10 di mattina 3…2…1… via la Dolomitisuperfly è iniziata. Giocavo in casa , la partenza Levico Terme è la zona di volo in cui ho iniziato a volare. Non conoscevo comunque la prima parte di percorso direzione sud: Una rotta molto difficile da fare in volo, possibile solo in poche giornate all’anno . Per fortuna la prima giornata di gara era proprio una di quelle. Parto veloce e mi trovo subito in testa al gruppo, tutti gli altri decidono di tenere un ritmo più conservativo; sicuramente più esperti di me a conservare le energie in una 5 giorni di gara. Per raggiungere Malga Rialto ( primo tourpoint da firmare) decido, come quasi tutti gli altri concorrenti, di andare a decollare dalla cima del Cornetto. A piedi fino al primo decollo possibile erano circa 18km e 1500metri di dislivello. La giornata sembra bellissima per volare e visto che la strada a piedi era lunga decido di correre fino all’inizio del sentiero per poi prendermela comoda in salita. Riesco a decollare verso le 12 e qualcosa dietro Aaron Durogatti che mi aveva superato salendo. 

In poco meno di due ore sono sopra Malga Rialto e vedo sotto di me Crighel Maurer e Aaron che in negativo perdono quota per atterrare alla malga e firmare il tour-point. Atterro per terzo, e grazie alle mie favolose supporter(elly e vero) firmo per primo il primo tourpoint metre loro ripiegano nello zaino l’attrezzatura di volo, riparto subito a piedi verso il primo decollo disponibile, 300m di dislivello sopra malga Rialto. Mi godo questo ultimo momento di gloria davanti ai miei idoli sapendo che non poteva durare a lungo. In quel momento mi accorgo che qualcosa non stava funzionando come doveva; una settimana prima della gara in un atterraggio in quota mi ero slogato il ginocchio, non pensavo fosse una cosa grave ma dopo la prima mezza maratona della mattina mi stava già presentando il conto.

Salgo dolorante fino al decollo che era in copertura. no sole = no termica e quindi nessuna possibilità di spostarsi in volo. Tutto il vantaggio accumulato in un attimo si perde aspettando uno spiraglio di luce. Per fortuna Crigel decide di decollare e si sposta in una zona al sole trovando una termica. Allora all’attembaggio partiamo tutti dietro al maestro per una sfida contro il tempo direzione Sesto.  Non più in testa al gruppo ma una termica indietro ai professionisti arrivo a Levico. Faccio un passaggio al decollo dove tutti gli amici del club gasati dalla mi buona performance mi hanno salutato con urli di gioia. Faccio quota e supero 3000 metri sopra la panarotta. E ora? Il gruppo di testa stava volando in direzione Cima D’asta, conoscendo il posto decido di non seguirli e continuo a nord lungo la catena del Lagorai per scollinare in val di Fiemme. Sulla carta la scelta migliore ma in pratica non ha funzionato. Cercando entrare in val di Fiemme vengo murato dal vento da nord e finisco in sottovento costretto ad atterrare al passo Manghen. Non soddisfatto risalgo su un dossetto e plano in val di Fiemme.  Nel mentre il gruppo di testa è riuscito a rimanere in volo fino a sera. Da qui in poi la storia del gruppo di testa è un’altra storia. continua però la mia avventura.

In val di Fiemme grande festa. Anche se non ero riuscito a restare in testa comunque essere arrivati fino a li nella prima giornata era già un gran risultato. Alle 8 di sera mettiamo il punto GPS per partire la mattina seguente e ci accampiamo con tutti i membri del team Sassu ( Elisabetta, Veronica, Matteo, Simone e Marco ) alla base delle funivie del Cermis. Totale di giornata 20km a piedi 2100m di dislivello positivo e 110km in volo.

FUJI3100 - Copia

day 2 - vento forte in val di fassa

Dopo un primo giorno gioiglorioso il secondo è stato sicuramente il più duro duro di tutti. Decido di salire a piedi al monte agnello (18km 1800m) il male al ginocchio però stava diventando insopportabile ed ero costretto a zoppicare. Prima di prendere il sentiero applico al ginocchio una fasciatura di tape molto stretta. Saluto Elly e Vero che fino a quel momento mi stavano scortando con la macchina, non sapendo che le avrei riviste solo a fine giornata. Per fortuna avevo il team migliore di tutti e in cima al monte agnello c’era Matteo che mi aspettava con cibo e acqua. Il vento da nord si sentiva ma ero confidente nel riuscire a volare. Decollo e in due minuti sto per atterrare con una misera planata in tasca, ma il vario inizia a suonare e tra una sberla e l’altra raggiungo quota 3000, sento alla radio la gasa di tutto il team, Ok sesto sto arrivando. Non sapevo se il ginocchio avrebbe retto un atro hike e quindi parto cercando di stare più alto possibile direzione Canazei. Il momento di gloria però dura poco e vengo murato dal nord, provo a passare una forcella ma non ce la faccio, atterro pochi metri sotto, la risalgo e via in planata attraversando il passo di Carezza. Qui il nord e il fhon si son fatti sentire, mi trovavo in sottovento del passo, punto un prato per atterrare in quota ma niente da fare stavo andando in retromarcia e in discendenza, guardo sotto di me e per fortuna c’è  un pratino dove atterro in retromarcia. Piego e riparto motivato, la fasciatura funziona e Il ginocchio fa meno male. Salgo fino al rifugio Roda di Vael. Non riesco a beccare i miei supporter perchè non c’era campo ma nella salita sento un drone dietro di me, erano loro che avevano attaccato un bigliettino sul drone con scritto forza Sassu, i migliori !! ( anche se il bigliettino non l’ho visto solo nelle foto a fine gara). Al rifugio sembra tutto perfetto stendo la vela decollo e subito guadagno 200 metri in una forte termica. Volevo salire di più ma aspettando nello stesso posto perdo la quota guadagnata e sono costretto a riatterrare al rifugio.  Il vento era cambiato e non sembrava più esserci termica. Dopo un momento di sconforto decido di decollare e planare verso Canazei erano circa le 14. Nella planata trovo una termica e torno a 3000. Anche se mi sentivo un pò stupido per l’errore di prima riesco a volare bene fino alla sud della Marmolada dove pensavo di trovare termica ma niente gratto anche la nord, sono sempre più passo e  atterro in quota sotto gli impianti del passo Pordoi riparato dal vento. Sento al telefono Elly che stava risalendo per portarmi cibo e acqua che avevo finito già da un pò. Ma non c’era tempo da perdere e risalgo per altri 700m di dislivello fino in cresta e in dinamica volo fino in val badia. E li ad aspettarmi c’erano le condizioni peggiori e più pericolose di tutta la gara. Atterro da manuale in punta di piedi sopra la strada in delle condizioni tanto turbolente e di vento forte che mi chiedo come sia stato possibile. Ringrazio il volt per essere stato sempre aperto e penso a cosa fare. Ero atterrato in quota per risalire e planare verso il passo Falzarego, ma era troppo tardi e grazie a una chiamata con Mirko Nenzi che mi convince a non salire, dicendomi che non sarei riuscito ad arrivare in cima e planare prima delle 8,  decido fare il giro della montagna allungando molto la strada. Arrivo all’inizio del passo Falzarego con Andrea Sortori che mi sta supportando e scattando ottime foto come quella qui sotto. È stata la giornata più stancante mentalmente e fisicamente perchè avevo fatto 27km a piedi con 3000m di dislivello positivo e solo 39km di volo. Per fortuna ad aspettarci sotto al passo Falzarego c’erano Simone e Marco con il camper già allestito per dormire e recuperare le energie.

davide sassudelli

day 3 - la gran rimonta

Il secondo giorno mi ha rallentato molto e all’inizio del terzo giorno ero in 23 posizione ma dopo una notte in camper e un buon brifing la sera prima il morale la mattina del terzo giorno era al top. Le previsioni meteo non aiutavano e prevendevano fhon piuttosto forte con raffiche di 30-40 km/h. Con la speranza che il meteo sbagliasse parto puntuale alle 6 del mattino sotto al passo falzarego direzione  Col dei Boss. Scortato dalle mie due compagne di sventura Elly e Vero che si sparavano buon soud nel loro potente mezzo (fiat panda) metre io tagliavo i tornanti del paso falzarego. Matteo e Marco si sono portati avanti in macchina per arrivare prima al Col dei Bos portandomi un pò di materiale non obbligatorio. Verso le 8 ero in cima e soffiava un bel vento ma non troppo da non poter decollare. Decollo in direzione Cortina, trovo anche una piccola termica che mi regala 100m di quota, continuo felice la planata verso il passo tre croci. L’instancabile Pandino grigio arriva e mi scorta fino al passo, da li continuo in salita guadagnando quota sul monte cristallo alla ricerca di un decollo. Il ginocchio reggeva bene e riuscivo a tenere un buon ritmo. Alle 10.30 trovo un piccolo spazio di prato tra mughi e ghiaioni e decollo verso quella che mi sembrava la valle del lago di Misurina. Per fortuna trovo una termica e girando mi accorgo che la direzione che stavo prendendo non era quella giusta e solo girando e guadagnando quota vedo il lago di Misurina che era alla mia sinistra. Ci è mancato poco un errore cosi poteva costarmi 5 o 6 ore. Atterro poco dopo i laghi di Misurina murato dal forte vento da nord. E da qui non so con che energie, forse da quanto ero contento di non essere andato ad atterrare nella valle sbagliata sono partito tenendo una leggera corsetta alla volta delle Tre cime di Lavaredo, il piano era raggiungere il rifugio Lacedelli dove in planata sarei arrivato a firmare il tourpoint di sesto. La situazione per un osservatore esterno era piuttosto buffa perchè trattandosi di metà agosto il sentiero sotto le tre cime di Lavaredo era intasato di turisti che in processione uno contro l’altro si facevano largo per passare. E poi c’ero io che cercavo di correre senza prendere sotto nessuno. Alle 2 e trenta sono atterrato al tourpoint. Guardando il live pochi piloti stavano volando, alcuni in centro valle continuavano verso il tournpoint di val ridanna a piedi direzione Brunico-Vipiteno. Dal tourpoint inizio il mio quarto hike della giornata e vado a decollare nello stesso posto dove il giorno prima erano decollati i pro. Al telefono sento Erik che mi dice che al monte Elmo non c’è poi cosi tanto vento e di provare a volare. decollo e trovo una bella termica che mi porta a 3800m vedo tutte le dolomiti il col dei Boss dove ero partito la mattina, il monte Cristallo, i laghi di Misurina e le tre cime di Lavaredo, ne avevo fatta di strada quella mattina, che bellezza. Il nord in volo si sentiva e decido di tenere il lato nord della val Pusteria, in sopravento era più sicuro. Le termiche erano belle e il volo tranquillo. Vedo un vela in lontananza era Nicola Donini. lo raggiungo e voliamo insieme fino al tramonto. Il momento più bello di tutta la gara. Alle 19 ci dividiamo lui decide di andare ad atterrare in quota io continuo verso Bressanone e trovo una bellissima termica da più due. Erano le 19.30 e a malincuore raggiunti i 2400m devo lascarla (Per regolamento alle 8 di sera bisogna essere fermi e atterrati). Volevo planare nella valle che arriva a Vipiteno ma sentendo la velocità diminuiva sempre più fino a quando non ero completamente fermo decido di atterrare in quota. Ero a 2000 metri e se continuavo cosi avrei perso tutta la quota senza avanzare o anzi andando in retromarcia. A full speed decido di dirigermi verso il pendio alla mia destra e atterrare più alto possibile. Atterro alle 19.50 pieno di gioia dopo uno dei più bei voli serali che abbia mai fatta. Poi in gara quando sai che ogni chilometro fatto in volo è un kilometro risparmiato a piedi è ancora più bello. In totale una giornata da 30km a piedi con 3700m di dislivello positivo e 86km in volo. giornatona! In tutto questo vedo sul live trakking che i pro erano già arrivati a Levico, che livello.

 

Con tutto il team decidiamo di andare a festeggiare al ristorante e il cibo sembrava cosi buono che non avrei mai smesso. D’altronde era da tre giorni che davo tutto quello che avevo e il mio corpo mi stava dicendo che non stavo ne bevendo ne mangiando abbastanza per lo sforzo che gli chiedevo. La rutin era brutale: Svegila alle 4, momento tape al ginocchio, colazione, preparativi dello zaino e ripasso della tattica del giorno. Poi a manetta per tutto il dì fino alle 20, mangi, metti in carica gli strumenti e prima si andava a dormire meglio era. Prima delle 11 però non ce l’abbiamo mai fatta.

day 4 - l'allungo

Il 4 giorno prevedeva una meteo stabile con poche termiche nel mattino poi una giornata bomba. Ho deciso nel tentare l’allungo. Potevo salire sulla cima della montagna sopra di me e aspettare qualche ora che arrivassero le termiche o salire la montagna, planare subito, correre 8km in piano fino a Vipiteno e risalire il monte Cavallo per poi da li decollare e volare in termica fino ad ortisei passando dal tourpoint (aereo) in fondo alla val ridanna. L’allungo ha pagato e ho recuperato altre posizioni.

Il volo poi è stato bellissimo anche se con qualche errore tecnico che mi ha fatto perdere un pò di tempo. In un attimo ero sopra Ortisei a 2200 metri di quota. vedevo il Lagorai e dietro quelle montagne c’era levico, l’arrivo, ma dovevo prima firmare il tabellone che si trovava proprio 1800m sotto di me e sprecare tutta quella bella quota. Una volta atterrato è entrata copertura sono salito con calma al primo decollo sopra l’atterraggio con altri piloti che nel frattempo arrivavano. Qui ritrovo Emil che aveva percorso tutta un’altra strada e che mi aveva superato il secondo giorno, l’avevo ripreso e superato del terzo e poi ci siamo ritrovati nel decollo sopra ad ortisei senza sole e possibilità di fare quota per andare verso la val di Fassa. Tentiamo comunque la sorte ma ci ritroviamo di nuovo ad Ortisei. In volo mi accorgo che la stanchezza stava prendendo il sopravvento sulle decisioni e decido anche se erano le 16 di fermarmi li dove ero atterrato. Il giorno dopo prometteva bene e saremo sicuramente riusciti ad arrivare a Levico. 

26Km a piedi, 3100 metri di dislivello positivi e 75km in volo

day 5 - fine !!

Con Emil partiamo la mattina assieme e decidiamo di prendercela con calma e decollare alla pala davanti al rifugio Antermoia davanti al Catinaccio. I pro sono già tutti arrivati ma il secondo gruppo è più compatto di quello che sembra e in questa quinta giornata ci siamo giocati dall’8 al 20 posto. I favoriti erano un gruppetto di 5 che la sera prima erano riusciti a planare fino in val di Fassa. Ma tutto era ancora da giocare. Insieme ad Emil sbagliamo strategia e decidiamo di aspettare un pò a decollare, fossi tornato indietro sarei partito subito cercando di arrivare nei primi 10. Pero in quel momento con le gambe frollate dai giorni precedenti la calma ha vinto. E forse è stato un bene perchè quando siamo decollati per un errore risciavo di bucare. Per fortuna dopo un tot trovo una termica e parto all’inseguimento di Emil che era partito meglio di me. Inzia una tasck tra 12 atleti tutti in val di Fassa che decollavano da posti diversi. Vedo Moreno che con il suo zeno mi passa via in due termiche. Al che mi dico vabbe l’importante è non bucare e me la prendo con calma. Poi però scollinato il Lagorai vedo noe e Emil davanti a me e il mio spirito competitivo ancora inesperto inizia a disegnare linee full speed verso Levico convinto di trovare in fondo valle aria a favore. E in vece no aria contro e turbolenza mi ritrovo basso e rischio di bucare. Mi parcheggio su una collinetta e in dinamica guadagno qualche mertro. Emil è gia in gol quindi mi etto il cuore in pace e me la cillo per fare qualche metro in più e arrivare in boa in volo. Ma in un attimo sbucano due vele dietro il costone più alte di me all’inseguimento e la gara si riaccende a un 4 km dal gol. Fa ridere quando penso che in tutta la gara con condizioni anche molto forti e turbolenti non abbia mai preso una chiusura e poi sopra Levico a full speed, sbam! una bella assimmetrica al 70 per ricordarmi ancora una volta che è quando si è rilassati che si corrono i rischi maggiorni. 

E finisce al 17 posto la mia avventura alla Dolomiti Superfly: con un totale di 116km a piedi 13300 metri di dislivello positivo e 370km in volo. Una bellissima avventura dove ho imparato molto. Grazie ancora a tutte le persone che mi hanno aiutato durante la gara.

Team Sassu


  • Elisabetta Dalla Brida
  • Veronica Paoli
  • Matteo Tait
  • Simone Sassudelli
  • Matteo Deavi
  • Andrea Sartori
  • Mirko Giacomo Nenzi
1660854044429

un ringraziamento speciale a

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